MODALITA' GOD MODE

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Progettino utile:

Apricancello tramite codice Morse

 

 



14 agosto 2013, breve storia....

 

Quel giorno cazzeggiando con Ezio davanti a un favoloso fritto misto ci è venuta un' idea strana.

 

Avere la possibilita di aprire il cancellino elettrico di casa propria con un tasto in bella vista

e non come fanno tutti che lo imboscano lontano e quando rientri senza chiavi poi ti incazzi!!!

 

Si, perchè in casa non c'è nessuno ad aprirti e tu dovresti scavalcare la recinzione...

nel mio caso sono 100 chili e di cazzate ne ho già accumulate parecchie nella vita,

meglio pensare a qualcosa di meno impegnativo e pericoloso...

 

Se poi il pulsante fosse condiviso con altri dispositivi esistenti, perchè no?

PAM! Ecco allora l'idea, sfruttare il pulsante del campanello o del citofono.

 

Deciso di utilizzare il pulsante del citofono esistente si e pensato di fare

un programmino per un PIC che decodifica i segnali battuti in codice morse!!

 

Per esempio, battendo 'CQ' in morse sul pulsante del citofono il micro

lo decodifica e se e corretto invia un comando alla elettroserratura.

 

Naturalmente il campanello in casa seguirà la melodia Morse... ma chissenefrega,

il sistema nasce per aprire il cancellino quando in casa non c'è anima viva, o no?

 

Per comodita di decodifica ho utilizzato le lettere del codice morse composte

 solo da 4 segni (tra linee e punti) in modo da avere in un byte

una parola composta da due lettere. Piu semplice da gestire!

Quindi i caratteri restanti formati da 1, 2 o 3 segni li ho scartati.

 

 "B, C, F, H, J, P, Q, V, X, Z" sono le lettere a 4 segni e si possono

utilizzare tutte le combinazioni di coppie, anche doppie, es: ZZ, BB.

 

Ecco un esempio di un BYTE scomposto in due NIBBLES, alto e basso, codice ZC:

 

Qui invece cerco di spiegare come l'algoritmo riconosce le pressioni

brevi e lunghe sul tasto del campanello e come le converte

in PUNTI o LINEE cercando di discriminare gli errori dovuti

alla NON corretta temporizzazione del codice morse.

 

...mica abbiamo la patente da telegrafista, o no?

 

Come potete vedere le pressioni rilevate sono differenti in ms

ma facendo una media tra valore minimo e valore massimo

ottengo una soglia che servirà a discriminare Punti e Linee digitati:

 

 

La velocita di battitura non e critica, basta fare attenzione al punto

che deve essere battuto abbastanza veloce per discriminarlo dalla linea.

 

Se non si batte completamente il codice, dopo 3 secondi faccio autoreset

in modo tale da ri-sincronizzare la ricezione sul primo segno da ricevere.

 

Implemento una routine di 'AUTOBAUD ASINCRONA' in modo tale

che se la spaziatura tra linee e punti non è costante il software

provvederà a discriminare i caratteri a prova di bomba!

E' quello che ho spiegato appena sopra.

 

Vediamo come è collegato il PIC al pulsante del citofono:

 

 

Questi pochi componenti isolano il circuito dal citofono, in pratica la

tensione presente sul pulsante viene rilevata dal raddrizzatore e poi

separata dal fotoisolatore, il quale sarà collegato a un ingresso del PIC.

 

Il TLP221 sarà sempre alimentato perchè la corrente che scorre nella

suoneria del posto interno (la cornetta) fluirà anche agli ingressi

di alternata del ponte raddrizzatore, il condensatore rimarrà

carico e l'optoisolatore avrà il punto KEY al potenziale di GND.

 

La corrente che alimenta l'opto non è sufficiente a far suonare

il citofono perchè è vista come una piccola corrente residua.

 

Vediamo lo schema del PIC, relè e led di segnalazione:

Semplice semplice, l'uscita al pin 5 attiva il relè che attiverà l'elettroserratura.

 

L'ingresso pin 7 (KEY) è collegato all'optoisolatore che è sempre in saturazione,

quindi in stand-by su questo ingresso avremo un livello logico 0.

(pulsante NON premuto)

 

Quando premo il pulsante del campanello il ponte raddrizzatore non

riceve più tensione, perchè il pulsante è nello stato di cortocircuito.

Ne consegue che l'ingresso (KEY) andrà ALTO a ogni pressione del tasto.

Il condensatore da 100nF sul pin 7 (KEY) serve a tosare le alte

frequenze generate dai contatti del pulsante del citofono che

irrimediabilmente farebbero commutare il povero PIC alla

ricerca di un codice valido in mezzo a tanti spikes fasulli.

 

E' a tutti gli effetti un filtro passa basso, quindi non insistete a fare

a gara con i parenti per vedere chi è più veloce a digitare... ok?

Il software vi starebbe dietro anche a 50 WPM ma il

filtro non ve lo permette... fidatevi. :)

 

 

Il PIC a questo punto terrà conto delle pressioni ricevute e andrà

a discriminare le schiacciate lunghe e corte, abbinandole a caratteri Morse.

 

Per fare questa operazione il PIC conterà QUANTE pressioni avrà ricevuto

e all'ottava pressione (= 8 segni) avvierà il processo di riconoscimento.

 

Se però tra una pressione e la successiva passano più di 3 secondi

il PIC abortirà l'operazione e resetterà il contatore e il buffer dei segni ricevuti,

risulta comodo quando hai il postino che suona sempre due volte e poi aspetta

che qualcuno apra o risponda alla chiamata. Dopo tre secondi quindi il

sistema passa di nuovo in attesa di una serie valida di 'suonate'.

 

L'alimentazione per il PIC la ricavo attraverso la lampadina del citofono

che serve a illuminare la targhetta con il nome del padrone di casa,

di solito è alimentata a 12 Volt AC quindi ecco lo schema pratico:

 

Combinando insieme i due circuiti si ottiene questo:

 

...segue...

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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